La domanda di solito è “è vero o è fake?”. È la domanda sbagliata, perché arriva dopo: quando ci siamo già emozionati, abbiamo già premuto il tasto, e abbiamo già passato la notizia a qualcun altro.
La domanda giusta viene prima: perché questa cosa mi arriva proprio adesso, e a chi serve che io ci creda?
Non è un invito alla sfiducia. Chi non si fida di niente ha solo cambiato padrone: obbedisce al sospetto invece che alla notizia. Il dubbio è un’altra cosa. È un attimo di pausa prima di credere, e in quel momento si decide se stiamo pensando o solo reagendo.
Proviamo con la prossima notizia che ci fa arrabbiare: aspettiamo un minuto prima di condividerla.
Tu come ti accorgi di un falso? Scrivimelo nei commenti.
Zeno Verati

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